a cura di Urbano Barelli

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Amministratore

Un Pinturicchio torna a Perugia.

Categoria: Beni Culturali
Commentare: 27.04.2007 15:06

Il Giornale dell'Umbria, 27 aprile 2007

La Madonna con il bambino del Pinturicchio è tornata a casa. Battuta all'asta in Austria nei giorni scorsi è stata acquistata dalla Fondazione...

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Nuova palazzina per gli universitari da 150 posti letto.

Categoria: Perugia
Commentare: 27.04.2007 11:36

La Voce nuova, 27 aprile 2007

Una nuova residenza universitaria da 150 posti letto sorgerà in Via Enrico dal Pozzo, fra il polo di Monteluce...

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Economia, politica e società: chi comanda in Umbria?.

Categoria: Perugia
Commentare: 27.04.2007 11:29

Il Giornale dell'Umbria, 27 aprile 2007

Chi comanda in Umbria? era questa la domanda di partenza dell'inchiesta di Curzio Maltese su La Repubblica che ha sollevato polemiche per la sua rappresentazione forse troppo rosea della regione...

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La lunga storia del depuratore contestato.

Categoria: Legalità
Commentare: 27.04.2007 10:56

La Nazione Umbria, 27 aprile 2007

Il Consiglio di Stato, riformando una sentenza del TAR Umbria dl 14 maggio 1998, ha condannato il Comune di Assisi e la Regione al pagamento di 12.000 euro di spese legali....

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COMUNICATO STAMPA del 26 aprile 2007.

Categoria: Associazioni e Comitati
Commentare: 27.04.2007 10:32

La storia del (doppio) depuratore di Tordandrea

Nel 1987, la Regione Umbria redigeva un progetto per la “Realizzazione di un sistema di disinquinamento del fiume Chiascio (Comuni di Assisi e Bastia Umbria)”, finanziato con i fondi FIO ’86 per la costruzione di un unico depuratore per i due comuni di Assisi e Bastia Umbra.
Il progetto veniva approvato dal CIPE che stanziava L.11.420.000.000, a favore della Regione Umbria, per la costruzione di un solo depuratore per entrambi i Comuni interessati nel territorio del Comune di Bastia Umbria, al confine con il Comune di Assisi e di Bettona, a circa 800 metri dalla frazione di Tordandrea di Assisi.
Nella Relazione tecnica redatta dalla Regione dell’Umbria ed allegata al progetto FIO ’86 si precisava che un impianto unico avrebbe avuto i vantaggi del minor costo complessivo dell’investimento, minor costo di gestione, migliore funzionamento dell’impianto, migliore affidabilità sul controllo dell’inquinamento e minor impatto ambientale.
Nel frattempo il Comune di Assisi, nonostante partecipasse al progetto unitario, chiedeva autonomamente ed otteneva dalla Cassa Depositi e Prestiti, L.6.363.000.000 per la costruzione di un proprio, distinto, depuratore nelle vicinanze della stessa frazione di Tordandrea.
La Regione Umbria, senza avvisare né il CIPE né la Commissione Tecnico-Scientifica del Ministero dell’Ambiente, decideva di variare il progetto FIO ’86 consentendo che, ai lati della frazione di Tordandrea, nell’arco di circa due chilometri, si costruissero due depuratori, uno dei quali sul territorio del comune di Assisi che è sottoposto a vincolo paesaggistico sin dal 1954.
Contro tale decisione ricorsero al TAR Umbria i residenti della zona, la Pro-Loco di Tordandrea e Legambiente Umbria con ben quattro ricorsi (il n.398 del 1990, il n.550 del 1991, il n.232 del 1992 ed il n.208 del 1993), contestando vari profili di illegittimità degli atti e lamentando il fatto che il raddoppio del depuratore avrebbe comportato un pesante impatto ambientale nella zona di Tordandrea, una riduzione della qualità della vita dei residenti, ma anche maggiori costi di costruzione e gestione dell’impianto con una sospetta moltiplicazione degli appalti pubblici.
Con deliberazione n.6990/93 del 13 ottobre 1993, la Giunta regionale, preso atto dei ricorsi al TAR e della lettera-invito a non eseguire i lavori inviata nel frattempo dal Ministero per i Beni Culturali, abbandonava l’ipotesi dei due depuratori per tornare a quella iniziale di un solo depuratore.
Il TAR dell’Umbria con la sentenza n.460 del 14 maggio 1998, visto che la Regione aveva fatto marcia indietro, dichiarava la sopravvenuta carenza di interesse dei ricorrenti e compensava le spese del giudizio.
Il Consiglio di Stato con la sentenza n.1684 dell’11 aprile 2007, ha riformato la sentenza del TAR Umbria ed messo la parola fine sulla lunga vicenda, dando piena ragione al Comitato e condannando la Regione Umbria ed il Comune di Assisi a pagare €.12.000 di spese legali.
Perugia, 26 aprile 2007
Comitato di Tordandrea - Legambiente Umbria
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COMUNICATO STAMPA del 26 aprile 2007

Categoria: Associazioni e Comitati
Commentare: 27.04.2007 10:29

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comitato di Tordandrea di Assisi
e condanna la Regione Umbria ed il Comune di Assisi

Ci sono voluti diciassette anni, quattro ricorsi al TAR Umbria, un ricorso al Consiglio di Stato e l’assistenza dell’Avv.Urbano Barelli, perché il Comitato di Tordandrea di Assisi guidato da Paolo Brufani, ottenesse giustizia.
A distanza di così tanto tempo, pochi ricorderanno la storia del depuratore che, nato come depuratore unico per i due comuni di Bastia Umbra ed Assisi, si era poi sdoppiato con moltiplicazione di finanziamenti pubblici e dei relativi appalti, maggiori costi di costruzione e di gestione e maggior impatto ambientale. Visto che la zona scelta per costruirli era quella di Tordandrea di Assisi (seppur, il primo, nel territorio di Bastia), contro la scelta di sdoppiamento avevano reagito il Comitato, i residenti, la Pro-loco di Tordandrea e Legambiente Umbria.
Dopo diciassette anni, con la sentenza n.1684 dell’11 aprile 2007, comunicata il 23 aprile, il Consiglio di Stato rende giustizia e riconosce come legittime le ragioni di chi si era opposto allo sdoppiamento, vista “la palese illogicità della mancata considerazione della esigenza di contenere al massimo interventi del genere, in quanto pregiudizievoli per l’ambiente in un territorio – come quello di Assisi – soggetto a vincoli di protezione delle bellezze naturali; e ciò senza neppure tener conto della convenienza sul piano tecnico-economico della realizzazione di una stazione di maggiori dimensioni”.
Per tali ragioni, il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del TAR Umbria n.460 del 14 maggio 1998 ed ha condannato il Comune di Assisi e la Regione Umbria al pagamento di €.12.000 di spese legali, nonostante che nel 1993, dopo i quattro ricorsi, la stessa Regione Umbria avesse modificato nuovamente il progetto per tornare al depuratore unico.
La sentenza è particolarmente importante non solo perché il Consiglio di Stato ci ricorda quanto sia prezioso il paesaggio ed il territorio dell’Umbria, ma perché dimostra che, nonostante i tempi lunghi, a volte la magistratura riesce a rendere giustizia, anche se bisogna arrivare fino a Roma per ottenerla.
Perugia, 26 aprile 2007
Comitato di Tordandrea - Legambiente Umbria
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Il Tar da' ragione al comitato di Tordandrea.

Categoria: Legalità
Commentare: 27.04.2007 10:26

La sera, 27 aprile 2007

Un importante successo per Legambiente e per il Comitato Tordandrea di Assisi. Dopo ben 17 anni il Consiglio di Stato - il più importante organo della Magistratura....

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Regione condannata.

Categoria: Legalità
Commentare: 27.04.2007 10:17

la Voce Nuova, 27 aprile 2007

Le spese legali da rifondere ammontano a malapena allo stipendio mensile di un consigliere regionale: 12 mila euro. Quindi una miseria. La sentenza però fa rumore, eccome. Perchè arriva a 20 anni...

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Tordandrea, dopo 17 anni no al doppio depurarore.

Categoria: Legalità
Commentare: 27.04.2007 10:12

Il Messaggero, 27 aprile 2007

Il Consiglio di Stato dice no al doppio depuratore di Tordandrea. Si è chiusa così una vicenda lunga 17 anni, costellata da 4 ricorsi al TAR e uno al Consiglio di Stato...

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Sentenza Consiglio di Stato n.1684/07

Categoria: Legalità
Commentare: 27.04.2007 07:34

P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso meglio specificato in epigrafe, accoglie l’appello e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata....


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