Categoria: Paesaggio
Commentare: 12.01.2007 11:49
Il Messaggero, 25 giugno 2004
Dopo la denuncia di Italia Nostra dell’apertura di una porta nel circuito etrusco di Via Cesare Battisti, la Soprintendenza per i beni archeologici si è sentita in dovere di replicare affermando che non di apertura di una nuova porta si è trattato, bensì della rimozione di una vecchia tamponatura.
La stessa Soprintendenza ha poi aggiunto che non vi è stato alcun danno ai conci etruschi, perché gli interventi sono stati effettuati sul filo della tamponatura.
A tali affermazioni è facile replicare che dalle foto non sembra che la nuova porta sia stata aperta a filo della tamponatura. Inoltre l’asserita esistenza di una tamponatura,di per sè non giustifica l’intervento, perché se così fosse anche le tamponature di Palazzo dei Priori potrebbero seguire la stessa sorte, ma nessuno si è mai sognato di proporre un tale intervento.
E’ evidente quindi che il problema non è solo quello della nuova porta, ma dello stato complessivo del percorso delle mura etrusche che, in uno dei più bei percorsi del centro storico, non è di certo migliorato con l’intervento autorizzato dalla Soprintendenza.
Detto ciò, Italia Nostra manifesta viva preoccupazione anche per altri interventi che sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione nella zona.
Il primo riguarda lo storico Palazzo Gallenga-Stuart, sede dell’Università per Stranieri. Ebbene sopra a Palazzo Gallenga è stata installata un’antenna per i cellulari, con il consenso retribuito della stessa Università e sembra con tanto di concessione edilizia del Comune e di pareri delle Soprintendenze e dell’ARPA
Il secondo riguarda il chiostro di Santa Maria Nuova in via Pinturicchio. In questo caso sembra che all’interno del chiostro sia stata rilasciata una concessione edilizia per ristrutturare dei locali da destinare ad attività produttiva, con tanto di grossa canna fumaria di diversi metri di altezza a
fianco del campanile della chiesa.
Probabilmente sarà tutto regolare sotto il profilo amministrativo (ma l’università non è un sito sensibile sul quale è vietato installare antenne?), però anche in questi casi sorge il dubbio che gli enti preposti alla vigilanza non abbiano svolto sino in fondo il loro lavoro.
Non si conoscono i dati relativi al numero delle pratiche rigettate dalla Soprintendenza per i beni archeologici, si conoscono però quelli delle pratiche annullate dalla Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio.
Ebbene, a quanto risulta, la percentuale di annullamento è passata dal già misero dato dell’1,7% del 2000 (6.820 pratiche pervenute, 116 annullate), al 1,49% del 2001 (6.379 pervenute, 95 annullate), al 1,03% del 2002 (5.810 pervenute, 60 annullate), allo 0,83% del 2003 (6.246 pervenute, 52 annullate) allo 0,20% del gennaio-marzo 2004 (1468 pervenute, 3 annullate).
In sostanza la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici ha esercitato in passato sempre meno il potere di annullamento fino a farlo arrivare a percentuali vicine allo zero, né c’è da essere ottimisti per il futuro visti i limiti del nuovo codice dei beni culturali.
Qualcuno restio alle regole e ai controlli potrebbe gioire di tale scarsissima incisività e, in epoca di vacche magre per il bilancio pubblico e di svendita dei beni di valore storico e artistico, potrebbe arrivare a porre il quesito se le Soprintendenze, l’ARPA, gli esperti in materia ambientale che integrano le commissioni edilizie, ecc., valgano i costi che il cittadino deve sostenere per la loro attività e per i loro stipendi.
Italia Nostra ritiene che tali strutture e ruoli pubblici siano necessari ed i controlli indispensabili per tutelare il nostro importante patrimonio culturale. Spetta invece alle Soprintendenze ed all’ARPA dimostrare con i fatti la loro utilità ed efficienza, magari cominciando ad intervenire proprio sui casi segnalati.
Avv.Urbano Barelli
Presidente di Italia Nostra di Perugia